Vniversale descrittione di tvtta la terra conoscivta fin qvi

terça-feira, 14 de agosto de 2012

Azim


C’era una volta, in una terra molto lontana dove l’inverno non finiva mai, in un mondo dove vivevano uomini che avevano la pelle blu e nel petto al posto del cuore schegge di ghiaccio, un bambino diverso da ogni altro in quell’epoca remota.

Nacque figlio di un barone e di sua moglie,entrambi del Popolo Blu. Appena uscito dal grembo della madre, non emise alcun suono, i suoi occhi stupefacentemente grandi e di colore indaco guardavano con saggezza innata le facce stupite dei genitori e dei sudditi. Aveva infatti la pelle di un violetto chiarissimo che con il passare del tempo sarebbe diventato più marcato. Lo chiamarono Azim.

 Gli anni trascorsero ed egli fu cresciuto giustamente. Le spalle della povera creatura furono dal suo primo passo caricate di obblighi e dovette imparare come prima cosa a controllare le proprie emozioni. Passò la sua infanzia sì nel lusso più sfarzoso eccetto quello del palazzo del re, ma non ebbe fratelli con cui giocare e neppure amici, sebbene lui neanche conoscesse la parola “gioco”. Eppure, quando riusciva a sfuggire alle governanti e ai professori di lettere, sgattaiolava fuori per correre dritto nel bosco. Poteva sentire gli alberi parlargli, sfiorati dal perenne vento che accarezzava quei colli desolati e faceva turbinare la neve all’insù. Gli animali gli si avvicinavano senza aver paura di lui, come se la sua magica presenza influenzasse la natura circostante.

 Un giorno,mentre ammirava il calar del sole, sentì qualcuno gridare e subito dopo uscì dai cespugli correndo un ragazzino dai capelli rossi e scompigliati che urlava a squarciagola come se avesse un elefante ai calcagni. Azim rimase immobile a guardare le impronte fresche nella neve lasciate dallo sconosciuto, quando udì un fruscio e dalla vegetazione saltò fuori ruzzolando un cucciolo di tigre grande quanto un segugio da caccia che gli rivolse un brontolio sommesso, frustando nervosamente l’aria con la coda. Gli si avvicinò e lentamente tese una mano verso il felino. All’improvviso qualcuno lo tirò per il mantello così bruscamente nel tentativo di salvarlo che tutti e due caddero in uno strato di neve spesso. Azim si ritrovò davanti un viso roseo e lentigginoso che lo osservava con occhi verdi spalancati, e, solo in quel momento, si rese conto che si trattava di un comune umano. Rialzatosi, cercò di calmare lo sconosciuto e di assicurarlo che la bestia, la quale stava allegramente masticando un suo stivale, era assolutamente innocua. Si presentò e gli offrì i suoi servigi, come era dettato dalle buone maniere, ma l’altro risultò essere solo il figlio del falegname del paese che si era perso. Si chiamava Hasar. I due strinsero subito un’amicizia duratura.

Avevano continuato nell’abitudine di chiacchierare nel bosco, giocavano a carte, andavano insieme a caccia o in paese travestiti, ma nessuno li avrebbe scambiati per qualcun’ altro, soprattutto il baronetto, il cui si era fatto di un colore più vivace. Il tempo trascorse velocemente e Azim divenne un bel ragazzo dai capelli corvini lunghi e lo sguardo etereo quasi sempre assente. Hasar, invece di seguire le orme del padre, fu mandato a fare l’assistente all’orafo. Conobbe Azim a poco a poco, abituandosi ai suoi strani poteri e imparando ad apprezzare anche il suo carattere chiuso. Ma, senza saperlo, influenzò molto il suo amico, che era affascinato dai suoi modi spontanei e non riuscì mai a rinnegare le proprie emozioni.

Quando arrivò il 17esimo compleanno di Azim,i suoi genitori lo prepararono a quel che lo aspettava. Sarebbe stato sottoposto infatti alla Cerimonia d’Iniziazione. Questo significava per la Gente Blu la fine dell’infanzia, una rinascita. Gli avrebbero impiantato nel cuore i cristalli del magico Ghiaccio Vivo, che gli avrebbero permesso di vivere più a lungo. La sua anima sarebbe rimasta rinchiusa nel loro interno e lui non si sarebbe sciolto col passare del tempo, come succedeva appunto a quelli che non ricevevano nessun cristallo. Ma non avrebbe potuto più esprimere alcuna emozione. Azim all’inizio aveva paura, lo confessò a Hasar, e lui lo commiserava, ma non trovarono altra soluzione quindi non gli rimase che consolarlo. Alla fine i genitori lo persuasero.



Diventò come un fantasma. Non aveva l’aspetto dei suoi simili che sembravano fatti di pietra, ma assomigliava di più a un’anima senza pace perduta in un sogno. Hasar cercava di non dare molta importanza alla trasfigurazione dell’amico e si comportava allo stesso modo verso di lui, ma con l’andare del tempo non provò più alcun piacere nel parlare quasi sempre da solo e pian piano calò tra loro il silenzio. Poco tempo dopo la cerimonia, Hasar si trasferì in città per cominciare la sua carriera di gioielliere, e Azim, sentitosi tradito, ricominciò a rifugiarsi nel bosco sempre più spesso, fin ché in esso scomparì.

Grazie ai cristalli aveva tutta l’energia vitale che gli serviva.Vagabondò per giorni fin quando una mattina, al sorgere del sole, dovette fermarsi per restare a bocca aperta davanti a uno spettacolo magnifico. In mezzo a una radura sembrava che ballasse nel vento una nuvola di neve che sprigionava tutt’intorno coriandoli di luce, ma quando si avvicinò di più, Azim si accorse che nella nuvola danzava una donna. “Una fata!” pensò e andò a vederla più da vicino. Ma lei si spaventò e si tramutò in fiocchetti di neve. Azim era così affascinato che decise di volerla vedere di nuovo, allora rimase lì ad aspettarla fino al tramonto. Si appostò in mezzo a due cespugli. Avvolto nel mantello com’era, nessuno si sarebbe accorto di lui.

Quella sera però fu testimone di una danza a cui parteciparono più incantevoli creature. Rimase senza fiato davanti a tanto splendore e non si mosse per tutta la notte. Con l’avanzare del mattino, una a una cominciarono a scoppiettare in tanti mucchietti di neve, e quando rimase l’ultima, Azim riconobbe in lei la fata del giorno precedente. Lo aveva visto, con un balzo arrivò fino ai cespugli dove sedeva, lasciandosi dietro una scia argentata. Sembrava arrabbiata. Lo guardava truce attraverso le sue lunghe ciocche bianche e pestava i piedi con collera. Egli, che non aveva idea di quel che gli volesse dire la fata, si presentò e fece un inchinò, ma lei gli lanciò in faccia una palla di neve. Accecato, Azim per sbaglio le prese la mano e ad un tratto una sensazione di gelo punzecchiante gli assalì tutto il corpo. Sentì nella testa una strana voce accompagnata da un trillo simile a campanellini. Era la coscienza della fata. Le disse di non aver paura di lui e si scusò per averla irritata, ma che non aveva potuto resistere alla sua grazia e alla sua magia. Lei, lusingata, si calmò, e gli trasmesse, in un modo che Azim non riuscì a spiegarsi, che il suo nome era Aya. Ma appena il sole cominciò ad apparire dietro le cime delle montagne, si dileguò come la prima volta. Azim, esterrefatto dal loro contatto telepatico, rimase un altro giorno. E un altro ancora e ancora un altro, fin che non si conquistò la fiducia della sua fata delle nevi e si innamorò di lei pienamente. Aya,di natura molto semplice e spontanea, si invaghì pure di lui.

Quando infine lei si dichiarò per prima, lui non riuscì a dire niente. Disperato dal fatto di non poter in alcun modo farle avere l’amore che si meritava, ritornò a casa distrutto. Non riusciva a scacciare dalla mente le sensazioni che provava quando le toccava la mano brillante, come se fosse fatta di piccoli diamanti. In breve si rese conto che viveva delle notti in cui potevano scambiarsi i pensieri e poteva guardarla nei suoi occhi azzurri e lucenti. Ma il senso di profonda delusione che gli trasmetteva lo spezzava e non voleva che lei soffrisse per colpa sua. Sperava che col tempo si sarebbe dimenticata di lui.

 Una notte sentì bussare alla finestra della sua camera e la vide là, sospesa, splendente, che piangeva. Non ebbe il coraggio di aprirle,ma rimase ad osservarla. Quando la mattina Aya scomparve, guardò dalla finestra e si accorse che, sparse per il davanzale, c’erano piccole gocce di cristallo. Le raccolse nel pugno e le strinse al petto.



Hasar pensava di giorno in giorno sempre meno al suo amico d’infanzia, dato che ebbe la fortuna di un buon inizio e aveva un’abbondante clientela. La sua bottega era un viavai di gente e presto guadagnò abbastanza per permettersi un assistente. Quando questo, un bambino povero del villaggio che indossava sempre gli stessi vestiti, lo informò che un giovane dalla pelle viola lo voleva vedere, lui corse fuori dal retrobottega e, visto Azim davanti il bancone, sulle prime lo rimproverò di non essersi fatto vedere così allungo, poi però lo abbracciò e lo invitò nell’officina.

Cominciò a fargli domande, ma quando gli portò una tazza di tè, si accorse che ansimava e aveva un aspetto orribile. Lui però gli sorrise. Gli chiese che cosa gli era successo e Azim mise sul tavolo tre sacchettini di cuoio e cominciò a raccontargli del suo incontro con Aya. Hasar aprì il primo e vi trovò dentro le lacrime della fata. Nel secondo c’erano 10 monete d’oro. Azim gli disse che voleva che lui le facesse una collana con queste gemme e Hasar accettò, ma quando aprì il terzo, il cui conteneva i cristalli vivi del suo amico, cacciò un urlo e prese a spogliarlo, scoprendo che stava morendo dissanguato. Azim lo pregò di finire entro il tramonto, e così fu. Poi si fece trascinare fino a palazzo, dove un pugno di sudditi aiutò il gioielliere a portare il baronetto fino in camera sua, dove lo posarono sul letto. Hasar si sedette vicino a lui e aspettando la notte si addormentò.

 Lo svegliò un forte bagliore proveniente dalla finestra. Aprì gli occhi e la vide. Poggiava le manine sul vetro e, guardando disperata il proprio amore in fin di vita, dava colpetti alla finestra. Hasar le aprì. Una folata gelida fece il giro della stanza e con essa, un lamento che gli colmò il cuore di melancolia. Azim, al cui ormai rimanevano pochi attimi, chiese all’amico di metterle al collo il monile di cristalli. La prese per mano e seguirono vari minuti di silenzio in cui si guardarono intensamente, almeno così sembrava a Hasar. La fata ad un tratto riprese a piangere e baciò Azim, che la accarezzo sul viso ed esalò il suo ultimo respiro. Proprio in quel momento entrarono nella stanza i suoi genitori con un dottore, ma troppo tardi. Aya emise un gemito così acuto che a tutti nella camera vennero i brividi e subito dopo volò via dalla finestra. Il barone e la moglie corsero verso il figlio quasi travolgendo il dottore e il gioielliere e, per la prima volta, espressero il loro amore per Azim in lamenti e lacrime che non finivano mai. Cosa strana, cominciarono a diventare dello stesso colore del figlio e sentirono, dopo tanto tempo, i loro cuori battere di nuovo come una tempo.

Questo forse non poté consolare il barone e la baronessa,ma tutto il Popolo Blu cambiò colore con entusiasmo. La maledizione, scagliatagli in ere assai ben più remote di quanto potessero ricordarsi, si sciolse, e tutti furono felici di non essere più prigionieri del Ghiaccio Vivo. Gli inverni perenni furono in parte sostituiti da altre stagioni e di quello che si sa, le fate delle nevi non furono mai più viste.

sexta-feira, 10 de agosto de 2012

Inglesa de 4 anos tem QI semelhante ao de Stephen Hawking e Einstein

Aos 4 anos, a pequena Heidi Hankins ainda não começou a frequentar a escola, mas já sabe fazer contas de adição, subtração, escrever frases e ler livros para crianças com idade muito mais avançada. Segundo reportagem do jornal "Daily Mail", a precocidade da menina fez com que seus pais testassem seu quociente de inteligência. O resultado foi 159, apenas um ponto atrás de físicos como Stephen Hawking e Albert Einstein.


A garota, que vive com a família na cidade de Winchester, na Inglaterra, foi aceita na Mensa, uma sociedade para pessoas com QI alto que reúne cerca de 100 mil membros no mundo inteiro.
De acordo com o relato do pai de Heidi, Matthew, ao jornal britânico, a pequena gênia já balbuciava sons logo após nascer e, quando completou um ano, "seu vocabulário era relativamente bom. Agora é muito bom". Com 18 meses, ela aprendeu a ler sozinha, com a ajuda de um computador, afirmou o pai. "Notamos que ela estava usando o mouse para navegar, e clicando em botões que diziam 'OK' e 'Cancelar'", contou.
Matthew disse ainda ao "Daily Mail" que, quando Heidi tinha apenas dois anos, leu um conjunto de livretos em cerca de uma hora, demonstrando habilidade semelhante à de crianças de sete anos. Além disso, Heidi apresenta maior destreza para desenhar que as crianças de sua idade, produzindo desenhos detalhados, em vez de figuras genéricas e amorfas.
O fato de Heidi não se demonstrar desafiada pelas atividades oferecidas pelas professoras do berçário fez com que a família decidisse submetê-la a um teste de QI feito especificamente para crianças da sua idade. O resultado ficou apenas um ponto atrás dos 160 que somaram tanto Stephen Hawking, físico britânico famoso por sua teoria sobre buracos negros e pela popularização da ciência, quanto o célebre físico teórico alemão Albert Einstein.
O pai negou ao jornal que estimule a garota, e afirmou que, além de se interessar sozinha por livros, também brinca com bonecas e legos como uma criança normal. Agora, ele espera que ela possa pular um ano na escola para se sentir mais desafiada.


fonte: http://g1.globo.com/vestibular-e-educacao/noticia/2012/04/inglesa-de-4-anos-tem-qi-semelhante-ao-de-stephen-hawking-e-einstein.html


terça-feira, 7 de agosto de 2012

Footprintz. Gonna answer?

You are at fault. Why you are at fault? Because I only asked the same questions a lot becuase I wanted to find out information. And you just reported it. So I tried to get my own back by writing insulting letters and trying to report your answers. Yet when I reported the same answer with all 4 accounts, it still didn't go away. So I get my own back by thretaing you and impersonating you with that account. Did you know I also sent you an email. Unless you changed your email adress, you should have an email.

Have you noticed how I've turned it up a notch and gone from "little mind" to "sick young man". Thats because I turned it up a notch. Have you noticed how I've turned it back down a notch and gone back to "little mind"? Have you noticed how I've stopped competing against you with the dupicate account? Well that won't continue unless you apologize soon. I will show you my bad side again.

Unless you apologize for reporting my questions and answers, and stop reporting them in the future, I WILL HAUNT YOU WITH MY DUPICATE ACCOUNT. FOREVER!

So don't get on my bad side or you will lose, old guy.

And the police have better things to do than arrest someone for a petty "battle" over yahoo answers. Report this question, and you're done for. So, what will you do?

quinta-feira, 26 de julho de 2012

O blogueiro viajante

Era uma vez um blogueiro viajante, que fazia tempo que não aparecia. Sua cabeça não conseguia produzir nada, e não via motivos para encher linguiça de um blog. Podia fazer isso com o seu blog, mas não com aquele em que era um simples colaborador.

Esse blogueiro viajou em terras distantes, nas quais sua cabeça estava em outros lugares, menos em terras férteis em produções de textos. O tempo, o trabalho, os estudos e a falta de inspiração foram a cada dia tornando esse blogueiro em, além de viajante, um blogueiro inativo.

Até que um dia resolveu fuçar na blogosfera e, por sua vez, em sua conta no blogger. Lá, ele ficou curioso com o fato de alguns entrarem em seu blog ao procurar para seus irmãos mais novos um texto bacana para eles. Isso o inspirou a escrever um post em que expunha essa sua curiosidade, e que até mesmo perguntava a quem TALVEZ  o lesse se tinha como ajudar. A única ajuda que recebeu foi um "passa anos sumido e volta pedindo ajuda!" Diante de tal reação, ele acabou achando o que precisava: de inspiração.

Moral da história: até quem não tem nada pra lhe oferecer no momento pode acabar lhe ajudando sem querer. Obrigado, e até o próximo post.


Síndrome de Asperger

A Síndrome de Asperger(também conhecida como síndrome do gênio), é um tipo fraco de autismo caracterizado por um QI muito alto(ou pelo menos acima da média).
Todos os grandes gênios da história(Mozart, Carl Jung, Einstein, Tesla, Leonardo Da Vinci...) tiveram essa síndrome, a qual pode ter sido o que os ajudou a fazerem grandes descobertas.

Para quem quiser fazer o teste, e descobrir se é um possível "Aspie":
http://www.rdos.net/br/


domingo, 22 de julho de 2012

"Texto para irmão mais novo" - Como fazer? O.o

No meu blog Observo e Escrevo eu andei olhando as origens de tráfego dele. Em outras palavras, vi como as pessoas descobrem o meu blog na Internet. O que mais me chamou a atenção é o tanto de gente que achou o meu blog no Google por procurarem "texto para irmão mais novo" ou "texto para irmãos mais novos".

Até aí tudo bem. O que me deixou aqui, ruminando as ideias, é que o quê exatamente eles procuram. Eles querem um texto para distraírem os seus irmãos caçulas, tal como um texto que se lê para a criança antes dela dormir? Na verdade, acredito que esse seja o único motivo. Agora estou aqui, pensando no que escrever a respeito. Já que resolveram tirar a TV Globinho do ar e boa parte da programação infantil foi para a TV a cabo, quem sabe eu não acabe ajudando os guris e gurias, né?

Ao invés de concluir, eu deixo aqui uma pergunta: alguém tem alguma ideia a respeito?

domingo, 1 de julho de 2012

Ten things you may not know about the solar system

10 ) The hottest planet isn’t closest to the sun
Many people know that Mercury is the closest planet to the sun, well less than half of the Earth’s distance. It is no mystery, therefore, why people would assume that Mercury is the hottest planet. We know that Venus, the second planet away from the sun, is on the average 30 million miles farther from the sun than Mercury. The natural assumption is that being farther away, it must be cooler. But assumptions can be dangerous. For practical consideration, Mercury has no atmosphere, no warming blanket to help it maintain the sun’s heat. Venus, on the other hand, is shrouded by an unexpectedly thick atmosphere, about 100 times thicker than our own on Earth. This in itself would normally serve to prevent some of the sun’s energy from escaping back into space and thus raise the overall temperature of the planet. But in addition to the atmosphere’s thickness, it is composed almost entirely of carbon dioxide, a potent greenhouse gas. The carbon dioxide freely lets solar energy in, but is far less transparent to the longer wavelength radiation emitted by the heated surface. Thus the temperature rises to a level far above what would be expected, making it the hottest planet. In fact the average temperature on Venus is about 875 degrees F, hot enough to melt tin and lead. The maximum temperature on Mercury, the planet closer to the sun, is about 800 degrees F. In addition, the lack of atmosphere causes Mercury’s surface temperature to vary by hundreds of degrees, whereas the thick mantle of carbon dioxide keeps the surface temperature of Venus steady, hardly varying at all, anywhere on the planet or any time of day or night!
9 ) Pluto is smaller than the USA
The greatest distance across the contiguous United States is nearly 2,900 miles (from Northern California to Maine). By the best current estimates, Pluto is just over 1400 miles across, less than half the width of the U.S. Certainly in size it is much smaller than any major planet, perhaps making it a bit easier to understand why a few years ago it was “demoted” from full planet status. It is now known as a “dwarf planet.”
8 ) George Lucas doesn’t know much about “Asteroid Fields”
In many science fiction movies, spacecraft are often endangered by pesky asteroid fields. In actuality, the only asteroid belt we are aware of exists between Mars and Jupiter, and although there are tens of thousands of asteroids in it (perhaps more), they are quite widely spaced and the likelihood of colliding with one is small. In fact, spacecraft must be deliberately and carefully guided to asteroids to have a chance of even photographing one. Given the presumed manner of creation, it is highly unlikely that spacefarers will ever encounter asteroid swarms or fields in deep space.
7 ) You can make volcanoes using water as magma
Mention volcanoes and everyone immediately thinks of Mount St. Helens, Mount Vesuvius, or maybe the lava caldera of Mauna Loa in Hawaii. Volcanoes require molten rock called lava (or “magma” when still underground), right? Not really. A volcano forms when an underground reservoir of a hot, fluid mineral or gas erupts onto the surface of a planet or other non-stellar astronomical body. The exact composition of the mineral can vary greatly. On Earth, most volcanoes sport lava (or magma) that has silicon, iron, magnesium, sodium, and a host of complicated minerals. The volcanoes of Jupiter’s moon Io appear to be composed mostly of sulfur and sulfur dioxide. But it can be simpler than that. On Saturn’s moon Enceladus, Neptune’s moon Triton, and others, the driving force is ice, good old frozen H20! Water expands when it freezes and enormous pressures can build up, just as in a “normal” volcano on Earth. When the ice erupts, a “cryovolcano” is formed. So volcanoes can operate on water as well as molten rock. By the way, we have relatively small scale eruptions of water on Earth called geysers. They are associated with superheated water that has come into contact with a hot reservoir of magma.
6 ) The “edge” of the Solar System is 1,000 times farther away than Pluto
Most people have been taught that the solar system just goes out to the orbit of Pluto. Today we don’t even consider Pluto a full-fledged planet, but the impression remains. Still, we have discovered numerous objects orbiting the sun that are considerably farther than Pluto. These are “Trans-Neptunian Objects” (TNOs), or “Kuiper Belt Objects” (KBOs). The Kuiper Belt, the first of the sun’s two reservoirs of cometary material, is thought to extend to 50 or 60 astronomical units (AU, or the average distance of the Earth from the sun). An even farther part of the solar system, the huge but tenuous Oort comet cloud, may extend to 50,000 AU from the sun, or about half a light year – more than a thousand times farther than Pluto.
5 ) Almost everything on Earth is a rare element
The elemental composition of planet Earth is mostly iron, oxygen, silicon, magnesium, sulfur, nickel, calcium, sodium, and aluminum. While such elements have been detected in locations throughout the universe, they are merely trace elements, vastly overshadowed by the much greater abundances of hydrogen and helium. Thus Earth, for the most part, is composed of rare elements. This does not signify any special place for Earth, however. The cloud from which the Earth formed had a much higher abundance of hydrogen and helium, but being light gases, they were driven away into space by the sun’s heat as the Earth formed.
4 ) There are Mars rocks on Earth (and we didn’t bring here)
Chemical analysis of meteorites found in Antarctica, the Sahara Desert, and elsewhere have been shown by various means to have originated on Mars. For example, some contain pockets of gas that is chemically identical to the martian atmosphere. These meteorites may have been blasted away from Mars due to a larger meteoroid or asteroid impact on Mars, or by a huge volcanic eruption, and later collided with Earth.
3 ) Jupiter has the biggest ocean of any planet 
Orbiting in cold space five times farther from the sun than Earth, Jupiter retained much higher levels of hydrogen and helium when it formed than did our planet. In fact, Jupiter is mostly hydrogen and helium. Given the planet’s mass and chemical composition, physics demands that way down under the cold cloud tops, pressures rise to the point that the hydrogen must turn to liquid. In fact there should be a deep planetary ocean of liquid hydrogen. Computer models show that not only is this the largest ocean known in the solar system, but that it is about 40,000 km deep – roughly as deep as the Earth is around!
2 ) Even really small bodies can have moons
It was once thought that only objects as large as planets could have natural satellites or moons. In fact the existence of moons, or the capability of a planet to gravitationally control a moon in orbit, was sometimes used as part of the definition of what a planet truly is. It just didn’t seem reasonable that smaller celestial bodies had enough gravity to hold a moon. After all, Mercury and Venus have none at all, and Mars has only tiny moons. But in 1993, the Galileo probe passed the 20-mile wide asteroid Ida and discovered its one-mile wide moon, Dactyl. Since then moons have been discovered orbiting nearly 200 other minor planets, further complicating the definition of a “true” planet.
1 ) We live inside the sun
Normally we think of the sun as being that big, hot ball of light 93 million miles away. But actually, the sun’s outer atmosphere extends far beyond its visible surface. Our planet orbits within this tenuous atmosphere, and we see evidence of this when gusts of the solar wind generate the Northern and Southern Lights. In that sense, we definitely live “inside” the sun. But the solar atmosphere doesn’t end at Earth. Auroras have been observed on Jupiter, Saturn, Uranus, and even distant Neptune. In fact, the outer solar atmosphere, called the “heliosphere,” is thought to extend at least 100 A.U. That’s nearly 10 billion miles. In fact the atmosphere is likely teardrop shaped due to the sun’s motion in space, with the “tail” extending tens to hundreds of billions of miles downwind.